Acquista Online su SorgenteNatura.it
Visualizzazione post con etichetta medicina complementare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta medicina complementare. Mostra tutti i post

La Radiestesia

Il termine radiestesia da - radioestesia- significa sensibilità alle cose ed indica un fenomeno conosciuto dai popoli della più remota antichità i quali si servirono della bacchetta e del pendolino.
Il fenomeno radiestesico è basato sul principio che ogni corpo oltre a emettere le proprie radiazioni, viene investito da quelle emesse dagli altri corpi.
Benedetto Lavagna, tra i migliori radiestesisti italiani definisce la radiestesia una super normale sensibilità alle radiazioni extrasensoriali, sensibilità che rende l'uomo capace di un vastissimo potere conoscitivo.
Henry de France definisce la radiestesia come l'arte di stimolare l'intuizione al fine di scoprire ciò che non cade direttamente sotto i sensi, utilizzando un processo che permette di ottenere una cognizione intuitiva espressa da un movimento involontario al quale si da un significato convenzionale. Perciò più il radiestesista è sensibile e più è intuitivo. Ed intuendo attinge la verità a quella voce interiore che Dio mette nel cuore di chi lo ascolta.

La Tecnica della Centratura nel Reiki

Macrolibrarsi.it presenta: Rigenera le tue Cellule - La Guarigione Sciamanica

   Ogni lavoro che si fa con Reiki inizia sempre con un breve ma significativo “rituale”: la Tecnica della Centratura o Bilanciatura al Cuore. Questa tecnica non apre il “rubinetto” dell’Energia né accende un “interruttore” dell’Energia, come spesso si può leggere in alcuni libri o scritti; l’Energia Reiki scorre nell’Operatore 24 ore al giorno, per tutta la vita. La Centratura serve ad inviare alla coscienza dell’Operatore questo messaggio: “il Cuore è il mio punto di partenza, il Cuore è il mio mezzo, il Cuore è il mio obiettivo finale”.
   Troppo spesso questa tecnica viene eseguita meccanicamente, senza che vi sia l’effettiva presa di coscienza sul suo profondo significato.
   Per esprimersi su questa Tecnica, occorre parlare dei suoi tre aspetti fondamentali. 

  1. Aspetto Fisico
  2. Aspetto Mentale
  3. Aspetto Energetico

Aspetto fisico:
   La centratura è eseguita almeno in tre varianti. Quella più tradizionale e antica è chiamata Gassho: la posizione tradizionale di preghiera e meditazione, molto diffusa anche nella arti marziali come forma di saluto. Si portano le mani giunte all’altezza del cuore, tenendo collo e spalle in uno stato di rilassatezza.
   Le altre due varianti sono più legate alla tradizione del Reiki Occidentale (derivazione scuola Takata) e si eseguono poggiando le mani sul petto, all’altezza del cuore. In una, le mani sono sovrapposte l’una sull’altra, nell’altra sono “affiancate” in modo che il mignolo di quella più alta tocchi il pollice dell’altra posta più in basso.
 Aspetto mentale:
   Queste posizioni portano l’attenzione dell’operatore verso se stesso. Questo allontana i normali pensieri legati alle problematiche della vita di tutti i giorni, che creano distrazione. Essere con-centrati su di sé, consente uno stato mentale molto particolare, che favorisce l’ascolto di se stessi e di quello che si sta facendo. Indica, in sostanza, il rimanere focalizzati nel “qui e ora”, senza attese per il futuro o rimpianti per il passato, vivendo a pieno il momento presente.

Aspetto energetico:
   Il gesto della Centratura ha un profondo senso energetico. Innanzitutto il significato di avvicinare e unire le mani richiama il “concetto” dell’Uno, che sta oltre l’apparenza della dualità, oltre il velo di Maya. In questo senso di unità e di compassione (esperire insieme), che può essere indirizzato verso un ricevente, verso noi stessi, o verso qualunque altro obiettivo, si esplica a pieno il significato profondo di tutto il Reiki. Inoltre, la vicinanza delle mani ad Anahata Chakra (centro energetico espressione dell’Amore e dell’unione tra le energie di Cielo e Terra) ci mette in “risonanza energetica” con quella vibrazione. Si dice spesso che Reiki è una “via di cuore”, e la centratura è una delle massime espressioni di questo detto. È come se l’operatore dicesse a se stesso: “quello che sto facendo parte e arriva al cuore”. Aver “abbassato il volume della mente”, concentrandoci su noi stessi, ci consente di essere molto più percettivi, coscienti e aperti allo scorrere dell’energia.
   Quando si esegue la centratura, si entra in uno stato molto piacevole: ci si rilassa, si comincia a percepire in maniera fisica lo scorrere dell’energia, le mani diventano calde. A volte si percepisce un forte formicolio sui palmi, sulla sommità della testa, in Hara. Si avverte una grande espansione sul cuore, come se si fosse riempiti da un’immensa gioia e pace.
   Ai nuovi praticanti si è soliti consigliare di mantenere la posizione per almeno cinque minuti. L’esperienza ci insegna che al di là di rigide regole, quello che è importante è il sentire di ogni singolo operatore.

   Questa tecnica è molto facile e naturale, anche se ovviamente una pratica quotidiana permette di raggiungere livelli più profondi in minor tempo. Con l’allenamento, la centratura diventa un vero e proprio stato permanente che ci consente di vivere a pieno il nostro stare nel presente.

TRATTARE PIU' PERSONE CONTEMPORANEAMENTE CON IL REIKI

IL LUOGO DEL CUORE

Prima di tutto centrati sul cuore. Fa’ in modo di non essere disturbato e mettiti comodo. Chiudi gli occhi e visualizza di entrare nel tuo cuore come se fosse... un paesaggio, un meraviglioso paesaggio da favola, pieno di luci e colori. Lascia che la tua creatività scorra libera. Questo paesaggio e questo luogo sono espressione di te, sono te. In esso trovi accoglienza, tranquillità, serenità, sicurezza, risposte...
Raggiungi ora la parte più alta del tuo luogo del cuore, la sommità dell’altura da cui puoi vedere l’intero paesaggio. Siediti, sei al centro del tuo cuore e il cuore è il tuo centro. Accogli la luce che entra in te dalla sommità del capo e ti riempie di amore, forza, compassione, pace, sobrietà.

Rivolgiti al tuo luogo di potere d’amore ogni volta che il tuo equilibrio è turbato, ogni volta che ti serve consiglio, aiuto, lucidità. Entra nel tuo cuore e solo a partire da lì decidi cosa dire... cosa fare...


OSPEDALE REIKI

Nel tuo luogo del cuore costruisci un edificio bellissimo pieno di luci e di pareti colorate. L’edificio ha un solo locale.
Traccia su ogni parete e poi sul soffitto e sul pavimento i simboli del Secondo Livello e, se sei armonizzato anche al Terzo Livello, il simbolo della Grande Luce al centro della stanza affinché irradino continuamente l’Energia Universale sugli ospiti che vi verranno trattati.
Ogni volta che ti verrà richiesto o che tu sentirai di voler trattare una persona, falle preliminarmente un trattamento con le metodiche apprese nel Secondo Livello e poi invitala ad entrare nel tuo Ospedale Reiki.
Prendi anche un foglio in cui terrai nota dei tuoi ospiti scrivendone di volta in volta il nome.
Ogni giorno prenditi qualche minuto per entrare nel tuo Ospedale Reiki, purifica l’ambiente e riempilo d’energia tracciando, come hai fatto la prima volta, i simboli.
Poni ora l’intero edificio in una sfera di luce e irradialo tenendolo tra le mani per qualche minuto.
Se hai la sensazione che una persona abbia bisogno di un aiuto particolare o se la stessa persona ti informa di ciò, trattala anche individualmente.

Cosa è Reiki?

Reiki è Vibrazione
Reiki è Luce
Reiki è Energia Universale



   Reiki è una Disciplina di origine Orientale che si occupa della Crescita Spirituale e della Guarigione Naturale, riscoperta e sviluppata, alla fine del XIX secolo, dal Dr. Mikao Usui.

   È una tecnica al tempo stesso delicata e potente, che dona integrità sia a chi la pratica, sia a chi la riceve. Reiki è priva di qualsiasi legame con qualsivoglia religione, culto, dogma o sistema di credenze umano. Non è magia e non è una setta.

   Semplice da apprendere e da utilizzare, questa tecnica può essere praticata ovunque ed in qualsiasi momento. Opera in modo olistico (considerando l’uomo nella sua unione di corpo, mente, emozioni e spirito) aiutando a promuovere il benessere e la salute.

   La sua Energia guarisce, armonizza e crea equilibrio all’intera persona. Accresce le qualità delle cure e completa gli altri metodi di Guarigione quali il trattamento medico allopatico, le terapie naturali, i massaggi e la psicoterapia; quindi può essere praticato contemporaneamente a qualsiasi trattamento e non è invasivo. La sua Energia passa attraverso fasciature, cerotti, apparati gessati.

   Il significato profondo del Reiki è SVILUPPARE SE STESSI, CRESCERE SPIRITUALMENTE fino a divenire UNO con il TUTTO. La Guarigione proviene sempre dal Cuore che crea uno spazio di Amore Incondizionato ed Accettazione che condividiamo con gli altri.

   La parola Reiki è Giapponese ed è formata dall’unione di due ideogrammi: REI e KI.

    REI è la rappresentazione dell’Energia che ci circonda. Da un punto di vista più mistico possiamo chiamarla Spirito, Luce, Dio, Macrocosmo, Principio Primo, Motore Immobile, etc; secondo le teorie scientifiche e nella vita pratica di ogni giorno, essa si esprime attraverso il concetto di Forza o Energia.

    KI è l’Essenza Individuale, cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri. Secondo un’interpretazione spirituale o filosofica potremmo parlare di Anima, Microcosmo, di Coscienza, di Psiche, oppure più concretamente di Personalità, Individualità, Carattere, Identità.

   L’unione di Rei e di Ki, attraverso la Cerimonia di Armonizzazione di Primo Livello Reiki Ryoho, rappresenta la scelta consapevole di portare l’Energia dello Spirito nella materia e di innalzare quest’ultima verso lo Spirito. Quella separazione che da millenni distingue il mondo divino da quello umano, le idee dalle forme, l’anima immortale dal corpo fisico destinato alla decadenza, appare colmata attraverso un intervento Rituale e misterioso che riunisce in una sola cosa Spirito e Materia, Dio e Uomo, Creatore e Creatura. Anche Oriente ed Occidente si incontrano attraverso ReiKi, si fondono in una disciplina che partendo dal corpo fisico porta alla scoperta dell’Anima Universale e che attraverso l’Armonizzazione ed i trattamenti rivela l’Armonia Celeste nella vita quotidiana, dirigendo le nostre azioni ed i nostri sentimenti verso la compassione, l’onestà, la fratellanza, l’Amore Incondizionato.

   L’Energia Vitale aumenta perché ci si avvicina a sé stessi e a Dio, riconoscendosi creati a sua immagine e somiglianza.

   Per Iniziare il proprio Viaggio con e nel Reiki occorre ricevere l’Armonizzazione (Attivazione) da un Insegnante Reiki certificato. L’Armonizzazione ripulisce dai blocchi i Canali Energetici e sintonizza l’Allievo alla Frequenza Vibrazionale Universale.

   Reiki può essere appreso e praticato da chiunque sia aperto e disposto a lasciare fluire l’Energia attraverso il proprio corpo.

Il reiki terapia del campo energetico

Le tecniche di meditazione sono usate da millenni in tutte le culture conosciute. Si può affermare che lo scopo della meditazione è sempre stato fondamentalmente il raggiungimento di un benessere psicofisico grazie alle diverse tecniche sviluppate, che rispecchiavano una visione olistica dell’uomo considerato come una unità inscindibile di corpo e mente.

Tra le più conosciute possiamo citare la meditazione buddista, la meditazione taoista, la meditazione zen e la meditazione cristiana; tra le tecniche più moderne, una delle più conosciute e studiate è la meditazione trascendentale. Gli studi sulla meditazione ad oggi sono molti, effettuati da medici e da psicologi, specialmente a partire dagli anni 80, quando si ebbe un riconoscimento ufficiale di queste tecniche da parte del National health Institute (NIH). Tra gli effetti psicofisiologici indotti citiamo: un ripristino dell’equilibrio dei neuromediatori cerebrali e un aumento di onde alpha e delta evidenziabili con EEG; la diminuzione della pressione arteriosa; la diminuzione del ritmo cardiaco; la diminuzione del consumo di ossigeno; la diminuzione della tensione muscolare. La meditazione si è rivelata forse la tecnica più efficace nei disturbi d’ansia e di talune depressioni minori, così come nella terapia del dolore (anche oncologico) sia acuto che persistente. Numerose ricerche hanno quindi evidenziato una migliore qualità di vita in pazienti con diverse malattie, anche terminali, ed un numero significativamente minore di ricoveri ospedalieri con un utile risparmio nelle spese mediche.

Meditazione tipo zen o “cammino di consapevolezza”

Questa tecnica intende portare il paziente ad ottenere un benessere ed un equilibrio psicofisico attraverso incontri volti alla consapevolezza degli agenti stressogeni che possano avere contribuito e che possano mantenere i sintomi. Si punta quindi a rendere il paziente consapevole che un adeguamento del proprio stile di vita rispetto alle caratteristiche ambientali (ad esempio familiari, lavorative, sentimentali che condizionano l’andamento quotidiano del proprio stato di salute) può essere utile per il miglioramento della malattia.

Essendo la fibromialgia considerata una malattia con una forte matrice psicosomatica, si considera quindi questa malattia come un segnale di cambiamento, utilizzando la stessa come forza per raggiungere il benessere psicofisico. Si aiuta la persona ad esaltare il proprio senso di autostima. Questo attraverso un lavoro mirato ad aumentare le capacità di riconoscere la positività delle cose che la circondano, ad esempio attraverso la valorizzazione di stimoli sensoriali quali colori, suoni, profumi. Lungo questo percorso si può notare un cambiamento di se stessi nel vedere e approcciarsi al mondo che ci appartiene.

Meditazione/distrazione

Le tecniche di meditazione agiscono mediante l’induzione di uno stato di rilassamento evidenziabile tramite la misurazione di diversi indici psicofisiologici che dimostrano una reazione contraria ad uno stato di stress. Nel caso della fibromialgia sono indicate in quanto, oltre ad una riduzione degli stati ansiosi e depressivi, si ha un significativo aumento della soglia del dolore. Si lavora prevalentemente sull’induzione di uno stato di rilassamento psicofisico e sull’insegnamento di tecniche di distrazione o di rielaborazione del dolore percepito. Ciò sembra influire sulla componente emotiva e cognitiva del dolore più che su quella sensoriale: un dolore ad esempio costrittivo rimane tale, ma ne diminuisce l’intensità percepita e le sensazioni psicologiche sgradevoli ad esso associate.

Lavorare sul paziente fibromialgico con la meditazione significa quindi insegnargli una tecnica che gli permetta di distrarre l’attenzione dal proprio dolore. Egli impara così a spostare l’attenzione sostituendo il pensiero del dolore con azioni (ad es. contare i respiri), idee, pensieri, immagini generalmente positive, creando cosi un diverso stato attentivo ed emotivo volto ad interrompere il circolo vizioso dolore-ansia-dolore. Si ritiene utile applicarle con frequenza e costanza non solo nei momenti critici della sintomatologia, ma anche nella prevenzione, spezzando il circolo vizioso prima che si presenti. Si cerca quindi in genere di educare il paziente ad un nuovo modo di pensare e di prendersi cura di se stesso come parte attiva nella gestione della propria malattia.

Reiki e Fibromialgia by Mauro Ghilardi

Il Reiki, che ha le sue radici nel buddismo tibetano, è un antico e semplice metodo di cura tramite il tocco delle mani. Si ispira ad un modello “naturale” e “olistico” di cura, nel quale l’uomo è visto come unità inscindibile di corpo, mente, spirito e la malattia come epifenomeno di una condotta di vita. Si ispira anche al “modello energetico”, ispirato alla fisica quantistica, che considera il corpo non solo nella sua materialità fisica o chimica, ma come “energia vitale”, che si esprime: a) biologicamente, nelle reazioni biochimiche e biofisiche che avvengono nelle cellule; b) psichicamente, nelle emozioni/sensazioni che attraversano il nostro corpo e nel linguaggio/pensiero della nostra mente; c) nello scambio con l’eco-ambiente, per cui il campo elettromagnetico umano e i campi elettromagnetici del nostro pianeta/universo si scambiano continuamente informazioni energetiche. Reiki interviene sugli elementi psicoenergetici della personalità e promuove la reintegrazione e il riallineamento del complesso corpo-mente-spirito. 

Per questo viene classificato dal National Center for Complementary and Alternative Medicine (National Institute of Health) tra le terapie della biofield medicine o terapie del campo energetico. Come tecnica di contatto manuale (Touch Therapy), Reiki si può collocare tra le più efficaci tecniche “dolci” di rilassamento e analgesia, e si è dimostrato efficace nella terapia del dolore (anche oncologico), nell’assistenza pre- e post-operatoria, durante i trattamenti chemio e radioterapici, nel malato oncologico avanzato e terminale e negli stati ansioso-depressivi in genere. Lo stato di rilassamento mentale che un ciclo di trattamenti Reiki produce dura per più settimane ed è in grado di alleviare i sintomi fisici (percezione del dolore, dispnea, astenia, nausea) e psichici (ansia, insonnia, depressione) spesso presenti nel decorso della malattia oncologica. Il National Health Institute (NIH) ha da poco completato una sperimentazione, i cui dati non sono ancora disponibili, volta a valutare l’efficacia del Reiki nella Fibromyalgia.

La Fibromialgia (FM) è una sindrome dolorosa cronica ad etiologia ignota e patogenesi non definita. E’ condizione frequente e ad elevato impatto sociale per la riduzione notevole della qualità di vita che determina. La diagnosi di FM è spesso difficile, ritardata e comporta spesso, per il corteo di manifestazioni neurovegetative associate, l’esecuzione di una pletora di esami, visite e indagini strumentali. I malati di FM hanno notevole riduzione della capacità lavorativa e presentano un elevato tasso di assenza dal lavoro.

La terapia della FM non è standardizzata, ma usualmente vengono impiegati farmaci anti-depressivi, miorilassanti, neurolettici, ansiolitici, FANS e anti-dolorifici, unitamente alla persuasione del paziente alla esecuzione con costanza di esercizio fisico aerobico.

La gestione del malato di FM prevede un intensivo programma di valutazioni cliniche per mantenere costante l’adesione al programma terapeutico. La ricerca della massima compliance del paziente al programma terapeutico, mediante supporto psicologico, è alla base della riuscita del programma terapeutico. In questo contesto il Reiki trova possibile applicazione. Mediante esercizio di meditazione e rilassamento, finalizzato alla ricerca di consapevolezza della perdita energetica, questa può essere rinnovata. Attraverso un percorso guidato dal maestro di Reiki, il malato viene portato ad una esperienza di distacco dalle proprie sensazioni percettive attraverso una profonda meditazione in stato di coscienza. Dai risultati di studi analoghi, effettuati in pazienti oncologici e anziani, Reiki ha dimostrato efficacia sulla soggettiva percezione del dolore. Non sono stati riscontrati effetti collaterali con il Reiki.

Reiki presenta grande potenzialità in campo sanitario in quanto:

a) la tecnica è standardizzata ed è riproducibile da operatore a operatore e, per lo stesso operatore, da un trattamento all’altro. Non sono necessarie doti speciali innate degli operatori; soltanto un’adeguata formazione che si acquista durante un seminario, della durata di due giorni, condotto da un master Reiki;

b) è praticabile anche da personale laico non sanitario (volontari) e da caregiver in pazienti ricoverati o a domicilio; c) non utilizza aghi, strumenti o apparecchiature, o strutture particolari; d) è di facile apprendimento e alla portata di tutti;

e) è praticabile su se stessi con l’autotrattamento (self help), sostiene e ricarica energeticamente, e quindi è utile anche nel sostenere il personale di assistenza, in quanto riduce l’ansia da prestazione, la depressione e il senso di impotenza, la stanchezza fisica ed emotiva;

f) non è nota alcuna tossicità o effetto collaterale.


Letto e condiviso da: http://reikilaluce.blogspot.it/

ARGILLA - Le Proprietà Terapeutiche dell’Argilla


Argilla    Nel 1928, il prof. Laborde, docente alla Facoltà di Farmacia di Strasburgo, dichiarò: “La Terra curativa, presa regolarmente o periodicamente, è il dono che purifica, vivifica, compensa e risana. È un potente dinamogeno che ristabilisce un equilibrio stabile, risvegliando l’attività delle ghiandole”.
   Come molti altri rimedi naturali, l’argilla è una materia molto complessa: le sue proprietà non dipendono cioè da un solo elemento quanto piuttosto dall’interazione delle varie sostanze di cui è composta, che ne moltiplicano l’efficacia. L’argilla possiede le seguenti proprietà curative.
Antisettica e battericida: l’argilla curativa è un complesso completamente sterile, in grado di contrastare l’attività dei batteri, creando un ambiente ostile alla loro crescita senza arrecare alcun danno all’organismo umano. L’argilla, infatti, agisce neutralizzando solo le eccedenze, mentre non ostacola la sana ricostruzione cellulare. Aiuta soprattutto ad eliminare i parassiti intestinali e a ristabilire il giusto equilibrio della flora microbica compromesso da enteriti, coliti, colibacillosi.
Antitossica: l’argilla è un efficace rimedio contro avvelenamenti da sostanze tossiche; la sua caratteristica assorbente facilità l’espulsione di veleni dall’organismo.
Assorbente: il suo potere assorbente può variare dal 20 sino al 50% del suo peso. L’argilla è in grado di assorbire enormi quantità di liquidi, ma anche di gas, proprietà che viene sfruttata in molte applicazioni curative, soprattutto in caso di intossicazioni intestinali e problemi dermatologici. Può essere, inoltre, utilizzata per deodorare il frigorifero o la cucina.
Cicatrizzante: le sue qualità basiche (a pH quasi neutro) esercitano un’influenza come biocatalizzatore dell’organismo, ossia favoriscono l’insieme di reazioni chimiche necessarie alla vita, ad esempio la coagulazione del sangue e la rigenerazione della pelle. Questa proprietà dell’argilla viene sfruttata sia per curare ferite esterne sia per curare l’ulcera gastroduodenale.
Energizzante: l’argilla contiene vari minerali e oligoelementi che vengono ceduti all’organismo attraverso le membrane delle cellule del corpo. Questa proprietà spiega perché essa ha un’azione particolarmente efficace nei disturbi articolari, in caso di frattura, nelle anemie e in tutti i casi di demineralizzazione.

Il Manuale dell'Argilla
Versione nuova
Le Preparazioni con l’Argilla
   La corretta preparazione dell’argilla per uso esterno
Mescolando l’argilla con acqua calda, tiepida o fredda, si ottiene una pasta più o meno plastica, che può essere impiegata nella cura di varie malattie e disturbi. Ricordiamo, inoltre, che l’argilla preparata con acqua salata (sale marino integrale) e priva di cloro accresce la sua efficacia terapeutica. Per ottenere un’argilla idonea all’utilizzo esterno è opportuno rispettare i seguenti passaggi:
1.   Porre uno strato di 2-3cm di argilla sul fondo di un recipiente di vetro o di ceramica (per 2 cucchiai di argilla un cucchiaio e mezzo di acqua);
2.   Aggiungere acqua fredda fino a ricoprire l’argilla e mescolare con un cucchiaio di legno, lasciando che il liquido venga completamente assorbito, fino ad ottenere un impasto a consistenza cremosa;
3.   Coprire con una garza o un panno per evitare che si depositi qualche corpo estraneo e lasciare riposare per qualche ora; se le condizioni metereologiche lo consentono, esporre l’argilla al sole
La consistenza dell’impasto può essere aggiustata aggiungendo un po’ d’argilla (quando l’impasto risulta troppo molle) o un po’ d’acqua (quando l’impasto è troppo asciutto). L’argilla così preparata può essere conservata, pronta per l’uso, per un tempo indefinito; sarà sufficiente assicurarsi che sia conservata al buio in un sacchetto, un vaso di terracotta o in un qualsiasi altro recipiente e aggiungere acqua se indurisce per la parziale evaporazione dell’acqua. indispensabile: non lasciare mai l’argilla a contatto con oggetti o recipiente metallici, poiché piccole quantità i metalli, anche tossici, vengono rilasciate a causa dell’elevato potere absorbente strutturale dell’argilla.

Argilla Verde Essiccata al Sole per Viso e Corpo Polvere Fine 1000g
1000 g
Argilla Verde Ventilata Attiva Essiccata al Sole
Ricca di sali minerali e oligoelementi per uso interno
Argiltubo Argilla Verde - 250 ml
100 % naturale
Utilizzo Esterno
Per uso esterno, l’argilla si utilizza sotto forma di cataplasmi e impiastri, bagni, unguenti, maschere e frizioni. È opportuno utilizzare argilla grossa per impacchi e cataplasmi di grandi proporzioni, mentre l’argilla macinata fine è più indicata per impacchi e cataplasmi di normali proporzioni, polverizzazioni, unguenti, maschere e frizioni.
Cataplasmi e impiastri. Sono ancora oggi i metodi di utilizzo più usati in argilloterapia; sono impasti dove oltre all’argilla si possono aggiungere anche estratti vegetali, oleoliti, oli essenziali che in alcuni casi ne amplificano l’efficacia.
Il cataplasma consiste nell’applicare sul corpo la pasta di argilla e acqua distesa su un telo di stoffa. Se non viene altrimenti indicato, il cataplasma deve essere a temperatura ambiente; dove è indicato il cataplasma caldo, l’argilla va scaldata a bagnomaria. Per non suscitare una reazione di fastidio, il cataplasma va applicato gradualmente, appoggiandone prima un angolo sulla pelle e proseguendo lentamente finchè l’organismo si abitua alla temperatura. Il cataplasma deve essere fissato con bendaggi in modo che non si sposti, ma anche senza stringere e deve essere lasciato a suo posto per 30 minuti e per un massimo di 2-3 ore. Quando è il momento di toglierlo, si lava la pelle con acqua fredda o tiepida ed una spugna. Il Cataplasma di argilla è utile nella cura di manifestazioni artrosi che, distorsioni, slogature, contusioni.
L’impiastro. Miscela di argilla e acqua con la consistenza di una creta è applicato direttamente sulla parte del corpo da trattare, in uno strato di circa mezzo cm. Trascorso il tempo necessario, che può variare da 2-3 ore fino all’essiccamento, si rimuove l’impasto facendo uso di una spatola di legno e si lava la parte con una spugnetta inumidita con acqua tiepida. L’impiastro è molto efficace nelle affezioni dell’apparato digerente e dermatologiche (ulcere, coliti, enteriti, piaghe, dermatiti).

Bagni parziali o totali
Si sceglie un argilla verde macinata fine o grossa, da stendere sul fondo di una bacinella (tre-quattro manciate di argilla, equivalenti a circa 80-100 gr) che sarà riempita di acqua calda con il 5% di sale marino integrale, mescolando sino a quando l’argilla sarà sciolta e in sospensione. Questa preparazione può essere utilizzata per gargarismi, lavaggi vaginali, clisteri, pediluvi e maniluvi. Per un bagno totale, versare in una vasca colma di acqua tiepida ½ kg di argilla e, eventualmente, 10 gtt di olio essenziale di lavanda, mescolare e immergersi per 15 minuti, eseguendo movimenti con gambe e braccia. Ci si sciacqua quindi con acqua tiepida e ci si corica a letto ben coperti per circa un’ora.

Frizioni
Per prepararle, è sufficiente ottenere una poltiglia molto liquida di argilla fine in polvere nella quale s’immergerà un pezzo di tela che basterà far sgocciolare prima di applicarlo sulla parte da trattare. Le frizioni sono utili in casi di piaghe e ferite ed in caso di dolori reumatici e artrosici.

Maschere
Versare in una ciotola un bicchiere di argilla a frana fine, mezzo bicchiere di acqua ed un cucchiaio di yogurt. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo da spalmare sul viso e sul collo. Lasciare in posa per 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.
La maschera, uno dei trattamenti cosmetici più utilizzati, si comporta come una potente carta assorbente che toglie le tossine dell’epidermide e contemporaneamente cede sostanze minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L’azione meccanica superficiale che si esplica durante l’asportazione della maschera stessa, inoltre, consente l’eliminazione delle lamelle cornee superficiali e rende la pelle più chiara, sgrassate e pulita.

Polverizzazione
Si usa l’argilla fine e polverizzata come un talco da applicare direttamente sulla parte interessata. Essa presenta un’efficace azione antisettica e cicatrizzante utile contro gli eritemi, i pruriti, il sudore, gli arrossamenti, le screpolature della pelle, le piccole ferite e contro l’eccessiva sudorazione dei piedi.

Unguenti
Aggiungendo olio EVO (oleoliti, olio di mandorle o di jojoba), miele, burro o glicerina alla polvere di argilla fine è possibile ottenere unguenti per uso terapeutico per medicare escoriazioni, geloni, rossori, ulcere e dermatiti in generale. Si adopera un tovagliolo o un pezzo di tela e si spalma l’unguento sulla parte da trattare.

Shampoo Doccia all'Argilla Verde
Per tutti i tipi di pelle
2023 - Talco con Argilla Bianca e Oli Essenziali 100 gr
100 % naturale
Argilla Creme 1 Kg.
Argilla bianca in polvere prevalentemente per uso esterno
Utilizzo interno
L’argilla fine, ventilata e impalpabile, è la migliore per uso interno poiché libera molti più elementi curativi di quanto non possa fare un’argilla a granulometria più grossa. Essa presenta, inoltre, un grande vantaggio terapeutico, transitando dal tubo digerente fino all’intestino, nel suo percorso si fissa alle tossine e permette la loro eliminazione. Si utilizza diluendola in acqua e bevendola, oppure ingerendola sotto forma di compresse, pillole e bastoncini.
Bevanda diluita in acqua. E’ assolutamente necessario utilizzare acqua di fonte che non sia trattata con il cloro o, in alternativa, acqua oligominerale. Dopo aver messo un cucchiaio di argilla (fino a tre come dose massima) in un bicchiere di vetro e si mescolo l’acqua con un bastoncino di legno (no metallo), si copre con una garza e si lascia riposare il composto, meglio se al sole, per almeno 10-12 ore prima di berlo. Il mattino successivo si berrà solo l’acqua sumatante lasciando il deposito sul fondo del bicchiere. Questo liquido superiore acquoso, si presenta opaco (soluzione colloidale) ed è conosciuto sotto il nome di gel di argilla o sopranatante: contiene tutti gli elementi dell’argilla.
Nei casi in cui è specificato e utile per ottenere un determinato effetto terapeutico, si agita la soluzione mandando tutta l’argilla in sospensione e bevendo tutto il contenuto. L’argilla deve essere sempre assunta lontano dai pasti, preferibilmente di mattina, per circa un mese, facendo poi una pausa per una decina di giorni, quindi ripetendo ancora per un mese l’assunzione di acqua argillosa. Questo schema si può ripetere due o tre volte durante l’anno. L’argilla diluita in acqua depura il sangue e tutto l’organismo, neutralizza le tossine e apporta alle cellule elementi indispensabili alla loro vitalità e alla loro difesa: silicio, alluminio, ferro, calcio, sodio, potassio, magnesio e altri elementi chimici.
Il pH della sospensione acquosa, inoltre, è vicino alla neutralità, né troppo acido né troppo basico, per cui essa possiede un’interessante attività tamponante antiacida che la rende particolarmente utile in caso di iperacidità gastrica o di ulcere.
Compresse. Per preparare una compressa bisogna formare una piccola pallina con una miscela di argilla ottenuta con 2 parti di argilla e 2 parti di acqua. Dopo l’essiccazione al sole, le compresse si ingeriscono con un po’ di acqua nelle dosi e per la durata consigliata dal terapeuta; sono utili soprattutto nell’acidità di stomaco, aerofagia e coliti.
Pillole e bastoncini. È un metodo di assunzione attualmente usato solo in India, America del Sud e Cina dove, già anticamente, si faceva essiccare l’argilla più pura in pillole e bastoncini. Nella medicina Tibetana si usa preparare le pillole aggiungendo “sostanze benedette” e recitando molti mantra; a volte si confezionano di bonbon di argilla con essenze aromatiche o decotti di piante. Si consiglia di succhiare piccoli pezzi d’argilla in caso di gengiviti, stomatiti, piorrea alveolare, angine, raffreddori.

Precauzioni di Utilizzo e Tossicità
Anche se da un punto di vista strettamente tossicologico non sono noti effetti nocivi dell’argilla sulla salute dell’uomo, data la delicatezza del prodotto, si rammenta di seguire molto scrupolosamente le indicazioni del medico di fiducia o del naturopata. Bisognerà, innanzitutto, verificare la personale compatibilità con l’argilla che si intende usare: può accadere, infatti, che l’attività di una determinata argilla sia talvolta eccessiva per una persona particolarmente sensibile. Provocando reazioni allergiche o crisi di stanchezza.
Per uso esterno è bene iniziare con applicazioni di breve durata, soprattutto sé la prima volta che si ricorre all’argilla. Se si prova una sensazione di eccessivo calore o di freddo la cura va sospesa. È raccomandabile non applicare il prodotto argilloso sul petto, la pancia o i reni durante i periodi della digestione, né in concomitanza con il ciclo mestruale.
L’argilla per uso interno può dare stitichezza; durante la cura si deve avere l’avvertenza di ridurre il consumo dei grassi. I grassi, infatti, tendono a indurire l’argilla, creando palline che possono intasare le anse dell’intestino. Chi avverte un senso di nausea nel bere l’acqua argillosa può correggerne il gusto con qualche goccia di limone o miele.